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COVID-19: I CONSUMI DI ALCOLICI FUORI CASA

Le vendite di alcolici hanno goduto di una buona crescita durante le 8 settimane di lock-down.

Per quanto le vendite di alcolici all’interno delle GDO e degli e-commerce abbiano goduto di una buona crescita durante le 8 settimane di lock-down, i dati generali com’era prevedibile registrano un diffuso calo delle vendite.

Ciò è dovuto ai danni subiti dal settore Horeca (hotel, ristoranti, bar, catering) durante la quarantena e il conseguente drastico calo dei consumi fuori casa.

Il picco negativo per quanto riguarda i vini nel settore Horeca è stato registrato nel mese di aprile, con un calo a valore di ben -90%. C’è stata poi un’importante inversione di tendenza a partire dal mese di giugno, in particolare registrata dai locali frequentati a cena, mentre i locali mediamente dedicati al pranzo sono stati penalizzati dallo smart-working.

I superalcolici, ad aprile, hanno registrato un calo ancora più negativo rispetto a quello dei vini, pari al -97%, inoltre la risalita delle vendite degli spiriti si sta rivelando decisamente più lenta. In questo caso il calo è dovuto principalmente alla chiusura delle discoteche e dei night club che insieme realizzano il 33% dei consumi totali di superalcolici.

Per l’intero 2020, per quanto sia difficile fare delle previsioni accurate, si prevedono perdite abbastanza importanti nel mercato degli alcolici. Federvini ipotizza le seguenti perdite: 29% per il vino in bottiglia e 34% per i superalcolici.

Il mercato complessivo del food & beverage, sempre per quanto riguarda i consumi fuori casa, probabilmente subirà un calo del 33%. La prospettiva, e la speranza, è che si registri un cosiddetto “andamento a V”, per cui che rispetto al picco negativo di aprile, la curva dei consumi continui a risalire con una certa regolarità e alla volta di dicembre le perdite siano solo una piccola percentuale.

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